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La bellezza di Venezia è incommensurabile, ma solo mettendoci piede almeno una volta puoi toccare con mano il fascino secolare di questa città che è radicata nell’acqua e che nell’acqua ha la sua linfa vitale. Monumenti spettacolari traboccanti d’arte e ponti che solcano canali attraversati dalle immancabili gondole.

Ma il fascino della città sta soprattutto nelle calli e nei campielli: sappi infatti che nella laguna non ci sono vie e piazze (a parte quella iconica di San Marco) ma solo calli, cioè vicoli e strade, e campi o campielli, cioè piazze.

Alla scoperta delle calli e campielli di Venezia

“Le Mercerie” è la calle principale di Venezia: percorrendola ti ritroverai in pochi minuti da Piazza San Marco allo spettacolare Ponte di Rialto. Questa arteria è ricca di negozi e boutique, proprio come in passato quando era affollata da botteghe che vendevano tele, stoffe ed ogni genere di mercanzia. Qui puoi acquistare una delle bellissime maschere veneziane, protagoniste dello storico Carnevale. Esistono 4 Mercerie a seconda della zona: tra queste quella dell’Orologio, che sbuca proprio in Piazza San Marco, ai piedi della sovrastante Torre dell’Orologio del ‘400 col suo quadrante in oro e smalto blu.

Venezia vanta più di 3000 calli, tutte da scoprire fosse anche solo per ammirare una finestra cieca come Calle dell’Olio o per immergersi nel pittoresco disordine della “Libreria acqua alta” in Calle Lunga Santa Maria Formosa.

Nel cuore del Sestiere di Cannaregio, tra il Ponte di Rialto e le Fondamenta Nuove, troverai invece la calle più stretta di Venezia: è Calle Varisco, un vicolo cieco largo solo 53 cm, che sbuca sul Rio dei SS. Apostoli.

Nel Sestiere San Marco, non perderti la Calle Contarini del Bovolo; percorrendola, sbucherai davanti alla facciata dell’omonimo palazzo gotico-veneziano, ma il suo tesoro è custodito nel cortile interno, nella meravigliosa scala del Bovolo. E’ una scala a chiocciola che sale tra archi e logge in pietra d’Istria e mattoni, fino all’apice dal cui belvedere puoi ammirare tutto lo splendore di Venezia.

Assolutamente imperdibile è la Calle Morosina, percorrendo la quale sbucherai in una tipica corte veneziana la cui bellezza è nella sua triste storia, testimoniata dall’elmo e lo scudo. Si narra infatti di un cavaliere di ritorno dalla Terra Santa con una preziosa reliquia, che fu adescato e derubato della stessa e che per la disperazione vagò tanto per la città fino a scomparire: di lui si ritrovarono solo lo scudo e l’elmo impressi sull’arco di accesso.

Le calli e campielli di Venezia più pittoreschi

Percorrendo le calli, ti capiterà di ritrovarti in piazzette, i campielli, con vere da pozzo al centro ed eleganti palazzi tutto intorno. Vai a visitare Campo San Polo, dove un tempo si svolgevano cacce al toro e feste di carnevale, Campo S.Giacomo, dove potrai rilassarti all’ombra dei platani con vista sull’antichissima chiesa del IX secolo, e l’esteso Campo Santa Margherita.

Quest’ultimo si trova nel Sestiere Dorso Duro, dove potrai ristorarti al tavolino di uno dei tanti bar davanti alla chiesa sconsacrata di S.Margherita, che conserva opere del Tiepolo e del Tintoretto.

Molto pittoresco anche il Campo Madonna dell’Orto, per la sua pavimentazione in cotto con i mattoni posti a spina di pesce che fa da cornice alla Scuola di S.Cristoforo dei Mercanti, il cui primo piano si dice sia opera del Palladio.

Una volta che hai goduto delle bellezze del Ponte di Rialto, avviati verso il campiello del Remer: lo trovo molto caratteristico per il suo pozzetto centrale, il palazzo trecentesco e la scalinata.

Ma questo piccolo angolo di Venezia cela una drammatica storia: nel 1598 il doge Marino Grimani, allarmato dalle urla di una donna, raggiunse il campo dove sua nipote Elena era in balia del geloso marito, tanto adirato da decapitarla. Fu imprigionato ma riuscì a scappare e, impossessatosi della testa della moglie, preso dal rimorso si gettò nelle acque del Canal Grande. Si racconta che quando Venezia è sferzata dal vento del nord, il corpo dell’uomo con la testa riappaiano nell’acqua proprio davanti al campiello.

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